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Sei un tipo ginoide o androide?

La maggior parte degli italiani prima o poi si mette a dieta, si iscrive in palestra, va a correre nei parchi, tentando di rimodellare il corpo nella speranza di far sparire pancia e curve troppo prosperose.

Cosa c'è di vero in questa psicosi collettiva di un popolo ingrassato? Per capirlo bisogna partire da una domanda molto semplice: come calcolo il mio peso giusto? come faccio a stabilire se sono in sovrappeso?

La semplice prova dello specchio non è affidabile. Ognuno ha una percezione diversa del proprio fisico, condizionata spesso da fattori d’ordine psicologico, da gusti o modelli culturali di riferimento.

Ma non ci si può affidare a formule astratte. Avere la pancia o il girovita appesantito non significa necessariamente essere grassi.

Sono tante le variabili da considerare quando si parla di peso ideale e ogni persona ha una specifica identità fisica. Struttura ossea, muscolatura, quantità di massa magra sono caratteristiche individuali, non generalizzabili, che non consentono una definizione di “peso ideale” identico per tutti. Un culturista, ad esempio, potrebbe essere definito grasso sulla base del peso registrato dalla bilancia, ma non lo è se si considera che i suoi chili sono da ascriversi essenzialmente alla muscolatura, cioè alla cosiddetta massa magra.

Diverso è il discorso invece quando i chili in più dipendono da un aumento del tessuto adiposo, un deposito che si pensava fosse inerme ed innocuo ma che oggi la ricerca ha scoperto essere attivo protagonista nello sviluppo delle malattie cronico-degenerative, soprattutto quando localizzato a livello addominale. Per questo motivo non è solo importante quanto grasso abbiamo, ma anche dove lo mettiamo.

Il grasso addominale è la parte di tessuto adiposo concentrata all’interno della nostra pancia e distribuita tra gli organi interni e il tronco. È questo il grasso più pericoloso per la salute: può causare ipertensione arteriosa, diabete, malattie cardiovascolari, turbare la qualità del sonno, predisporre all’aumento del colesterolo e dei trigliceridi.

La misurazione della circonferenza vita è un dato che può aiutarci a stimare l'accumulo di grasso addominale. Quando, all’altezza dell’ombelico, supera gli 88 cm nelle donne e i 102 cm negli uomini, dobbiamo preoccuparci.

Distinguiamo due tipi di conformazioni:

  • Una a mela con grasso localizzato su vita e addome (tipo androide);
  • Una a pera con grasso su fianchi, glutei e cosce (tipo ginoide).

Il tipo androide dovrebbe evitare tutti gli alimenti che giunti nell’intestino fermentano e producono gas creando tensione a livello addominale. Tra i nemici del girovita, comunque, ci sono gli zuccheri in generale, i dolci, i latticini, le bevande gassate e l’alcool.

Il tipo ginoide, le donne in modo particolare, dovrebbe:

  • Ridurre al massimo il consumo di sale, sia quello da cucina che quello occulto contenuto negli alimenti, responsabile della ritenzione idrica;
  • Ridurre i grassi animali, optando per l’olio d’oliva extra vergine preferibilmente a crudo e non in grandi quantità;
  • Aumentare gli alimenti ricchi di potassio che stimolano la diuresi ed aiutano ad eliminare i liquidi in eccesso;
  • Aumentare quelli ricchi di bioflavonoidi, vitamine del gruppo P che esplicano un’azione capillaro-protettiva ed antiedematosa specie negli arti inferiori.

Entrambi i tipi devono bere almeno 8 bicchieri d’acqua al dì.

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